La serie fotografica Astray, quarto capitolo del progetto Beyond the Visible, nasce da una riflessione sui momenti di cambiamento e trasformazione.
Le immagini, immerse in scenari sospesi e costruiti, aprono su spazi che non appartengono a un luogo reale, ma a una dimensione interiore.
Qui la realtà e l’immaginazione non si sovrappongono, ma convivono, dando forma a situazioni essenziali, in cui figure, oggetti e architetture appaiono isolati o raccolti in presenze minime.
Ogni dettaglio, dalla luce concentrata alla scala degli elementi, contribuisce a generare letture molteplici e talvolta contraddittorie.
Non si tratta di racconti lineari, ma di immagini autonome, in cui l’emozione non precede il pensiero e il significato rimane aperto all’esperienza dello sguardo.
In Astray, perdersi non è rappresentato come una frattura improvvisa, ma come una condizione da attraversare.
Le immagini non indicano una direzione né propongono una soluzione, ma sostano in uno stato di sospensione, in cui i legami con la casa, con la comunità e con l’altro diventano fragili e provvisori.
La serie è un work in progress.